L’immagine dell’estate a base di prosciutto e melone, insalate di riso e cibi freddi da consumare sotto l’ombrellone nasce al tempo in cui sono iniziate le rotte verso il mare e del turismo di massa. Un’abitudine recente, favorita dai treni popolari del weekend e poi esplosa con il boom economico. Non mancava, in certe zone, la voglia di mangiare comunque piatti importanti, come nel caso della parmigiana di melanzane portata nelle spiagge del sud.

La tendenza oggi si è spinta oltre, visto che si è arrivati a consumare persino il panettone artigianale, servito magari con il gelato o con la frutta fresca, a dimostrazione di come la ricerca dell'insolito a tutti i costi sia ormai una cifra del nostro tempo. I contadini e gli abitanti delle città storiche avrebbero guardato a queste mode con perplessità. Per secoli, il 15 agosto ha preteso cibi tutt'altro che rinfrescanti. Nelle campagne la data segnava la fine dei lavori più duri dell’anno: la mietitura era conclusa, i granai erano pieni e chi aveva lavorato dall’alba al tramonto chiedeva cibi di sostanza. In città, tra i vicoli infuocati, chi restava cercava nel piatto la stessa ricompensa festiva, anche solo per trovare il modo di onorare la festa. Il cibo del Ferragosto doveva sfamare ma anche mostrare la sua importanza. Ecco alcuni esempi di piatti inconsueti da mangiare in estate.