Un tempo a Roma e dintorni erano chiamati i "fagottari". Si portavano dietro borse cariche di cibo sulla spiaggia di Ostia e del litorale e passavano la giornata al mare cercando di risparmiare senza comprar panini al chiosco o metter piede al ristorante vista battigia. Il termine vien preso in prestito dal "fagotto" che non mancava mai quando si andava nelle fraschette dei castelli romani a bere il vino e il mangiare lo si portava da casa. Erano gli anni del Dopoguerra, non tutti potevano permettersi le vacanze. Allora come adesso. Ma in quel fagotto che, da Nord a Sud altro non è altro che la mitica borsa frigo, non ci sta solo il risparmio. Ma anche tanta ricchezza, quella delle differenze e delle eccellenze regionali stipate in quella borsa. Che torna sempre alla ribalta ogni estate, come in questi giorni protagonista nei divieti (illegali) degli stabilimenti balneari che vorrebbero sbarrarle il passo, e il pasto, a favore dei pranzi da acquistare in loco. Il fagotto-frigo però non si arrende. E per questo, in vista della sua celebrazione massima a Ferragosto, Il Gusto ha deciso di mappare l'Italia che si affaccia al mare. E raccontare il cibo da spiaggia partendo dal sud e salendo al centro e al nord. Con la guida, e i ricordi, di tre chef infagottati di emozioni e sapori della bella e buona stagione. Tutta da gustare sulla sabbia a mo' di tovaglia.