In un’intervista il nipote di Sandra Casagrande, uccisa a Roncade nel 1991, ha commentato la recente svolta sul caso. La Procura di Treviso ha indagato un 57enne grazie al confronto del suo Dna con le tracce trovate sulla scena del delitto. “Sandra non mi aveva mai parlato di questa persona, il Dna è una prova che non si può negare”, ha detto il nipote.

Sandra Casagrande.

"Non ho mai conosciuto l'indagato, Sandra non mi aveva mai parlato di questa persona. Io penso che il Dna sia la migliore prova, una prova che non si può negare". A parlare è Gianni Fregonese, nipote di Sandra Casagrande, la 44enne uccisa a coltellate nel 1991 nella sua pasticceria a Roncade.

Nei giorni scorsi, a 35 anni di distanza dall'omicidio, la Procura di Treviso ha indagato un uomo di 57 anni, Paolo Gorghetto. Determinante si è rivelato il confronto tra il suo Dna e le tracce biologiche trovate sulla scena del delitto. Il Ris di Parma (Reparto investigazione scientifiche dei Carabinieri) sta svolgendo nuovi accertamenti. Il nipote della vittima, intervistato durante la puntata di mercoledì 27 maggio del programma Chi l'ha visto?, ha raccontato di aver appreso la notizia dell'iscrizione del registro degli indagati del 57enne dai giornali: "Nessuno ce l'ha comunicato". E ribadisce: "Per me il Dna è fondamentale e non si può perdere tempo".