RONCADE (TREVISO) - «Dovrà essere lui, adesso, a spiegare perché il suo sangue era sulla scena del delitto». Per la precisione una macchia mai attribuita a nessuno trovata in mezzo alle tracce lasciate da altre quattro gocce di sangue risultate appartenenti a Sandra Casagrande, la pasticcera di Roncade uccisa a coltellate la sera del 21 gennaio del 1991. Per 35 anni l’identità del killer è rimasta sconosciuta alimentando un cold case trevigiano che ha sollevato curiosità e polemiche. Da due settimane però nel registro degli indagati per omicidio volontario aggravato è stato inserito il nome di Paolo Gorghetto, 57 anni di San Cipriano di Roncade. Per gli investigatori quella goccia di sangue è sua, come evidenziato dal confronto del dna. Al nucleo investigativo trevigiano dell’Arma ne sono certi. Anzi la goccia è solo uno degli elementi contro Gorghetto, in mano avrebbero anche dell’altro altrettanto forte. Manca ancora il movente ma l’ipotesi è che Gorghetto, all’epoca 22enne, abbia bussato alla pasticceria chiusa e una volta dentro abbia iniziato a litigare con Sandra. E che poi l’abbia uccisa in un impeto d’ira. Tutto il fascicolo è adesso in Procura. A coordinare l’indagine, assieme al procuratore Giovanni Valmassoi, è il sostituto procuratore Davide Romanelli che ha chiesto ulteriori verifiche. E la settimana prossima, venerdì 29 maggio, a Treviso arriveranno gli specialisti del Ris per esaminare di nuovo tutti i campioni di Dna e valutare i collegamenti.
Sandra Casagrande, il sangue di Paolo Gorghetto accanto al cadavere: «Dica perchè era lì». Nuovo esame del Ris
RONCADE (TREVISO) - «Dovrà essere lui, adesso, a spiegare perché il suo sangue era sulla scena del delitto». Per la precisione una macchia mai attribuita a nessuno...














