RONCADE (TREVISO) - «Era un ragazzo problematico, ma non pensavamo potesse arrivare a uccidere». A parlare è chi ha visto crescere Paolo Gorghetto, il 57enne di San Cipriano che ora si trova a essere l'unico indagato per l'omicidio di Sandra Casagrande dopo ben 35 anni. Il dna ritrovato nel 2009 dai Ris su un lembo di stoffa delle tende è il suo: corrisponde a quello classificato quando, qualche anno fa, Gorghetto è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Non sono noti altri rapporti tra lui e la vittima. E chi conosce da vicino il 57enne, chi come lui abita o ha abitato in via Trento Trieste ammette che già nel 1991 viveva già problematiche importanti. Negli anni seguenti è stato denunciato più volte e in un'occasione arrestato. «Io lo conosco da quando era bambino e le dico che è sempre stato un ragazzo problematico - racconta una donna molto vicina alla famiglia del 57enne. - Già da giovane beveva, faceva uso di droghe, anche se in fondo gli volevo bene, come ne volevo ai suoi fratelli. Veniva da una famiglia difficile e queste cose segnano nel profondo, Ma questa violenza mi pare troppa anche per lui».

E, quasi in lacrime, continua: «Lavorava. Andava al mercato. Ogni tanto chiedeva soldi, ma purtroppo non è mai riuscito a sistemarsi davvero. Ha avuto problemi anche con la moglie, mi risulta che l'abbia pure minacciata e per questo sia stato denunciato. Quando è rimasto a casa con il braccialetto elettronico, alcuni vicini andavano a portargli da mangiare. L'ultima volta che l'ho visto, due o tre anni fa, mi ha fatto impressione: era cambiato, come se non fosse più presente. Ecco, per come lo conoscevo io, era uno che aveva tanti problemi, ma non lo vedevo come una persona capace di una cosa così grave». E lo stesso stupore deriva da chi ha avuto modo di conoscerlo in paese, per un motivo o per l'altro: c'è chi gli ha regalato delle sigarette, chi gli ha prestato dei soldi. «Non ci aspettavamo niente di simile - rispondono in tanti in piazza a San Cipriano - E di certo non credevamo che potesse aver ucciso Sandra».Sandra Casagrande, il nipote: «Finalmente c’è uno spiraglio, aspettiamo la verità da 35 anni». Si riapre il caso dell'omicidio della pasticcera I SOSPETTATI «È stata una ferita profondissima. Ora forse potremo sentirci sollevati da questo peso». A Roncade c'è ancora chi trema a parlare dell'omicidio della pasticceria di via Roma. È il caso di chi in quegli anni è finito tra i sospettati, prima tre e poi - scoperti i tanti legami della donna - dieci. «Per la mia famiglia è stato un terremoto. E quel dolore aleggia ancora» spiega la famiglia di un ristoratore al tempo additato come possibile responsabile. Lo ripetono tutti: per tre decenni e mezzo, il fantasma di Sandra non ha mai lasciato la piazza di Roncade. Un lutto che in quegli anni, anziché unire, ha diviso i cittadini del paese. E tutto senza uno straccio di prova, senza una pista ufficiale. Sullo sfondo di un femminicidio brutale, l'ombra di festini e di tradimenti, depistaggi e omertà. E dopo tutti questi anni a emergere è un sospetto lontano dalle ipotesi fatte a quel tempo. Parla anche chi quella sera era presente: «Quella sera ero qui- spiega Francesco Lorenzon, davanti ai locali dell'ex pasticceria, che ora è una banca. - Era una sera d'inverno fredda e spenta. Ci sono passato davanti per andare da un amico e non ho notato niente. Poco dopo sono tornato indietro e c'erano i lampeggianti ovunque. È un caso che è rimasto in paese e ora, a sapere che il killer poteva avere poco più di vent'anni, rimaniamo di nuovo tutti scioccati».Sotto i portici di via Roma, quella notte, aveva passeggiato anche un'altra persona: in una fase dell'inchiesta era emerso come quest'ultimo davanti alla pasticceria avesse incontrato qualcuno. Ma, sentito dai carabinieri, il possibile "super testimone" si era tirato indietro improvvisamente, senza dare spiegazioni. Forse intimidito da qualcuno. Sandra Casagrande, cold case riaperto 35 anni dopo l'omicidio della pasticcera: una traccia di sangue porta al 57enne Paolo Gorghetto