SILEA (TREVISO) - «In questa storia non c'entro assolutamente niente», spiega Paolo Gorghetto, cinquantasettenne indagato per l'omicidio di Sandra Casagrande a Roncade, 35 anni fa. «Quale omicidio? Mio padre non me ne ha mai parlato in vita mia», spiega il figlio 25enne che vive con lui. «Ho letto tutta la storia sui giornali questa mattina per la prima volta. E poi, nel 1991, io non ero nemmeno nato». «Il mio assistito si dichiara del tutto estraneo alla vicenda», spiega il legale dell'indagato, l'avvocata Fabiana Ceschin. «Ora andremo a rivedere tutti gli atti».
Nel primo pomeriggio di ieri Gorghetto è rientrato a piedi nel suo appartamento, in una laterale residenziale di via Cendon, dove si trovano diverse palazzine popolari. I vicini, scioccati dalla novità, parlano di lui come di un uomo che preferisce stare sulle sue, ma che non ha mai dato problemi né si è mostrato violento. Impiegato come aiuto cuoco in una pizzeria a due chilometri da casa, a Silea, è stato denunciato per omicidio volontario, ma potrà rimanere in libertà e continuare a lavorare. Anche considerando il periodo di tempo trascorso dal delitto, per il gip non c'è il rischio di una sua fuga e, di conseguenza, l'esigenza di una misura cautelare più severa. «Non dirò niente», taglia corto, chiudendosi in casa al rientro da una passeggiata. I familiari, il figlio e la figlia in particolare, gli fanno da scudo. Ed è la stessa risposta che ha dato alla Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere quando è stato sentito per la prima volta dopo i riscontri degli esami sul dna. Per questo motivo verrà sentito nuovamente dopo gli esiti di nuove indagini condotte dai Ris di Parma il 29 maggio.Chi è Gorghetto, che nel 1991 abitava nella frazione di San Cipriano, in via Trento Trieste, ha riferito di aver conosciuto la pasticciera soltanto in qualità di cliente occasionale. E, in effetti, prima degli eclatanti riscontri sul dna ottenuti a novembre e notificati anche a lui all'inizio di maggio, non era mai stato preso in considerazione nella rosa dei sospettati, nella quale erano finiti amici e amanti della quarantaquattrenne. Gli investigatori stanno cercando di chiarire il legame tra Gorghetto e la Casagrande, quindi l'eventuale movente, ma il suo silenzio rende difficile capire la sua posizione nei confronti della quarantaquattrenne.I precedenti Ad aggravare la posizione di Gorghetto ci sono i precedenti penali: i più rilevanti risalgono al periodo successivo alla sua separazione dalla moglie, nel 2016, quando venne anche arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. In quell'occasione il roncadese aggredì un militare che interveniva per fermare un suo gesto persecutorio nei confronti della moglie. Fu proprio in quell'occasione che a Gorghetto venne prelevato il dna, poi risultato compatibile con quello rinvenuto su un lembo di tessuto insanguinato usato per tappare la bocca a Sandra Casagrande quella notte. Senza l'arresto del 2016, insomma, il nome di Gorghetto non sarebbe probabilmente mai emerso. Scavando ancora nel passato del cinquantasettenne si scoprono denunce per stupefacenti e per un furto compiuto alcuni anni fa all'interno della chiesa parrocchiale di Roncade. I militari che al tempo indagarono sul delitto avevano avuto modo negli anni a venire di incontrare Paolo Gorghetto per altre questioni minori, ma non avevano mai considerato quello del 29 novembre 1991 come un possibile omicidio d'impeto e per questo motivo non avevano mai preso in considerazione un individuo estraneo alla cerchia di frequentazioni della donna: il pregiudizio, tra sospetti fondati e dicerie, era quello di un delitto passionale e a definirlo c'era anche una certa attenzione nel massacrare il corpo della donna a pugnalate, scoprendola ed evitando determinati punti. «Ci capitava di vederlo passare in bicicletta mentre andava a lavorare - conferma un ex investigatore dell'epoca. - Aveva qualche problematica legata agli stupefacenti ed era stato denunciato per reati minori, ma non ci è mai sembrato un tipo pericoloso o violento». E il dubbio che riemerge ancora a Roncade, anche dopo tutti questi anni di congetture a vuoto, senza certezze, è che il profilo del 57enne sia soltanto uno di quelli da approfondire.














