RONCADE - «Si apre uno spiraglio. Personalmente non ho mai conosciuto Paolo Gorghetto. Le indagini faranno il loro corso. Posso solo dire che speriamo che ora, dopo tanti anni, si possa finalmente individuare il responsabile». A parlare è Gianni Fregonese, nipote di Sandra Casagrande, la pasticcera uccisa a coltellate il 29 gennaio 1991 nel suo negozio "Due torri" di Roncade. È provato. Solo due giorni fa ha dato l'ultimo saluto alla moglie, Marilena Piva, mancata a 71 anni. Il funerale è stato celebrato nella chiesa di Quarto d'Altino (Venezia). E ieri ha ricevuto la notizia che dopo 35 anni si è riaperto il caso dell'omicidio di sua zia Sandra, con l'iscrizione nel registro degli indagati di Paolo Gorghetto, 57enne originario della zona di via Trento Trieste nella frazione di San Cipriano.

Nessuno vuole correre troppo. Dal 1991 ad oggi la famiglia ha dovuto affrontare una lunga serie di disillusioni. In ogni caso, in attesa di tutti i riscontri necessari, si spera che questa volta si possa essere effettivamente arrivati alla svolta decisiva. Nelle prossime ore Gianni si affiderà a un avvocato. Prima di tutto c'è da fare chiarezza sulle responsabilità dell'omicidio. Ma non solo. «Ora - ha confidato Gianni - valutiamo anche una possibile richiesta di risarcimento danni». La sorella La speranza che possa essere dato un volto a chi nel 1991 uccise a coltellate Sandra è condivisa anche da Bianca, sorella della pasticcera, mamma di Gianni, che lo scorso ottobre ha compiuto 101 anni. Oggi abita nella casa di riposo Ca' dei Fiori di Quarto d'Altino. E da qui, anche durante i festeggiamenti, era tornata a chiedere giustizia esprimendo un solo desiderio: «Prima di andarmene da questa terra, vorrei tanto vedere chi ha ucciso la mia adorata sorella». Frasi che di fatto hanno ricalcato quelle che aveva già messo nero su bianco 13 anni fa, in una lettera inviata a papa Francesco, all'epoca appena eletto nuovo pontefice.Nel tempo Bianca aveva scritto anche ai ministri della Giustizia, all'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e a quello attuale, Sergio Mattarella, che nel 2015 interessò la Prefettura di Treviso, all'epoca senza un seguito. A sostenere Bianca nella sua lotta arrivò anche una lettera dal Vaticano, firmata Peter Brian Wells, arcivescovo e diplomatico statunitense. Nel 2014, inoltre, accompagnata da Cristina Baldoni, consigliera comunale di Quarto d'Altino, aveva incontrato il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia. La richiesta è sempre stata una sola: essere aiutata dopo decenni passati a lottare con tutte le sue forze per rendere giustizia alla sorella arrivando alla verità. Il Comune A Roncade ieri non si parlava d'altro. Molti sono rimasti colpiti dall'età dell'indagato. Nel 1991 aveva 22 anni. Mentre in passato i sospetti erano ricaduti su persone più vicine all'età di Sandra. «Mi auguro che ora possa essere fatta piena luce su quanto accaduto quel 29 gennaio 1991 - spiega Marco Donadel, sindaco di Roncade, oltre che presidente della Provincia di Treviso - il caso di Sandra aveva sconvolto tutto il paese. E non solo».L'ex sindaco Parole in linea con quelle pronunciate da Pieranna Zottarelli, ex primo cittadino. «Tantissime persone, di qualunque età, sono rimaste sconvolte per l'efferatezza di quell'omicidio - ricorda - qui tutti sono sempre stati convinti che ci fosse qualcuno ancora in vita che sapeva la verità e che avesse tenuto un atteggiamento omertoso, da condannare nel modo più totale». Rispetto all'indagine, comunque, ci si muove con la dovuta prudenza. «Mi auguro che non vengano mai messe in pezzo persone che non c'entrano, altrimenti si rischierebbe un caso come quello di Garlasco - tira le fila Zottarelli - detto questo, speriamo che la pista sia quella giusta, che non vengano condannate persone che non sono colpevoli e che, alla fine, l'anima di Sandra possa finalmente riposare in pace».