Roma, 25 maggio 2026 – È l’uomo dell’aria quando ci si immerge a profondità comunemente inaccessibili alle Maldive, capace con il suo lavoro di moltiplicare i tempi di permanenza dei sub sott’acqua e in grotta. Particolare che può salvare vite in casi come quello dei 5 sub italiani morti nella grotta degli squali dopo essere finiti nella terza camera e aver esaurito la riserva di aria, come emergerebbe dai primi riscontri.
Marc Kouwenberg, olandese di 56 anni, di cui la metà passati alle Maldive, dove lavora come istruttore Technical Diving International (TDI), guida e addestratore di subacquei tecnici e istruttori, si è occupato dei rebreather dei sub finlandesi che hanno recuperato i corpi dei 4 italiani rimasti nella grotta degli squali. E sa quanto, a certe profondità, i rebreather facciano la differenza: tra la vita e la morte.
Lei insegna immersioni subacquee tecniche, l'uso di miscele gassose avanzate (trimix, nitrox), le decompressioni e l'uso dei rebreather, quanto sono importanti per chi fa immersioni alle Maldive?
“Sono fondamentali. Un rebreather fornisce al subacqueo, a tutte le profondità, la migliore miscela respirabile. Un rebreather è un ‘miscelatore di gas’ e diventa tanto più fondamentale tanto quanto più l’immersione è complessa”.















