Massimo Bottura ricorda Carlo Petrini, nel giorno della scomparsa del fondatore di Slow Food. “Con Carlo Petrini ho sempre avuto un rapporto di grande stima e rispetto reciproco – dice al Gusto lo chef – Ricordo molto bene quando andai a trovarlo a Pollenzo nel 2014, un anno prima dell’Expo di Milano. Stavamo facendo un’intervista insieme e a un certo punto Carlo, quasi con rabbia, disse una frase che non ho mai dimenticato: ‘Questa Esposizione Universale rischia di diventare un grande supermercato del futuro. Oggi sul pianeta siamo 7 miliardi e mezzo di persone, produciamo cibo per 12 miliardi, eppure sprechiamo circa il 33% di quello che produciamo mentre centinaia di milioni di persone soffrono ancora la fame’”.
Profondità
"Quelle parole – dice Bottura – mi colpirono profondamente. Perché dentro quella riflessione c’era già tutto: il tema dello spreco alimentare, della dignità umana, della sostenibilità e della responsabilità culturale del cibo. Credo che proprio conversazioni come quella abbiano contribuito a cambiare il mio modo di vedere il ruolo della cucina nel mondo. L’anno dopo, con Expo Milano e poi con il Refettorio Ambrosiano e Food for Soul, quelle idee hanno iniziato a prendere forma concreta”.












