«Oggi ho capito che non faccio abbastanza per la gastronomia». Enrico Bartolini quella frase se la ricorda ancora perfettamente. Gliela disse Carlin Petrini uscendo dal suo primo ristorante, Le Robinie a Montescano, nel Pavese, dopo un pranzo insieme ad altri protagonisti del mondo gastronomico italiano. E proprio quel ricordo racconta meglio di molti necrologi il tipo di uomo che fosse Petrini: uno che, pur avendo già cambiato il modo di parlare di cibo nel mondo, continuava a pensare di poter fare di più. Con la capacità di mettersi in discussione.
Il messaggio
«Rimasi pietrificato» racconta oggi Bartolini a Il Gusto, rivelando l’aneddoto. «Perché intendeva che, nonostante tutta la sua generosità e tutte le sue iniziative per il settore, avrebbe potuto, con il potere della comunicazione che aveva acquisito, fare ancora qualcosa in più per giovani chef come ero io allora e tanti altri».
Il ricordo arriva da una delle figure più importanti della cucina contemporanea italiana. Enrico Bartolini, classe 1979, è oggi lo chef italiano più stellato: il suo gruppo conta ristoranti in Italia e all’estero e il Mudec (unico con i tre macaron Michelin a Milano) rappresenta uno dei riferimenti dell’alta cucina mondiale.












