“Abbiamo perso un pioniere e una coscienza”. Alain Ducasse, contattato dal Gusto, ricorda così Carlo Petrini, scomparso a 76 anni nella sua abitazione di Bra, nel cuore di un territorio che ha amato. Ma Petrini ha fatto tanto di più: “Ha dedicato la sua vita a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sfide che l'agricoltura e l'alimentazione si trovano ad affrontare – aggiunge Ducasse – Ma ha fatto molto più che parlare: ha agito”.

I traguardi

La vita di Petrini è legata a eventi che hanno segnato il tempo e i temi dell’alimentazione e Ducasse ne è stato spesso testimone diretto, con i suoi interventi: “Terra Madre, Slow Food: ha tradotto tutte le sue convinzioni in azioni concrete – dice ancora lo chef francese – Petrini ha sempre cercato di persuadere attraverso il dialogo e l'esempio”. Una grande perdita e Ducasse si stringe anche a chi resta, mandando attraverso Il Gusto “le mie più sentite condoglianze ai suoi colleghi”.

Gli incontri

Ducasse è stato più volte ospite dell’università di Pollenzo, il tesoro voluto da Petrini, e sempre protagonista di importanti riflessioni sul presente e sul futuro dell’alimentazione, intesa non solo come ristorazione. Materia prima e territori sono stati il cuore dell’azione del fondatore di Slow Food ma anche il centro della ricerca dello chef francese che è protagonista anche in Italia, firmando i menu dei ristoranti del Romeo Hotel a Roma e a Napoli, e l'insegna “Alain Ducasse Napoli”, con lo chef Alessandro Lucassino, stella Michelin Italia 2026.