Carlo Petrini se n’è andato all’età di 76 anni proprio nella giornata in cui celebriamo la biodiversità. Carlo Petrini non ha solo fondato Slow Food, ha cambiato il nostro modo di intendere il cibo, di produrlo e di consumarlo. Nessuno ha fatto altrettanto in Italia e anche il segno che ha lasciato nel mondo dovrebbe essere considerato patrimonio di questo Paese.
Un uomo geniale, così lo ricorda oggi Slow Food, capace di alzare sempre l’asticella, mai banale, di aggiungere al suo racconto sempre elementi nuovi di straordinaria attualità. Oltre alla sua attività di cultore del cibo e fondatore della Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, ci piace ricordarlo per le sue battaglie ambientaliste. Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, consentendo al movimento di diffondersi in oltre 160 Paesi; rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari.










