Un risveglio doloroso per il mondo della gastronomia e non solo. Carlo Petrini è scomparso all'età di 76 anni nella sua casa di Bra, la città piemontese da cui era partita, quasi quarant’anni fa, l’esperienza di Slow Food. Un movimento nato nel 1986 con Arcigola e diventato poi una realtà presente in oltre 160 Paesi. Fondatore di Slow Food ma anche ideatore di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Petrini è stato tra i primi a trasformare il cibo in un tema politico, culturale e ambientale, costruendo negli anni una rete internazionale capace di mettere insieme agricoltura, biodiversità, sostenibilità e diritti sociali.Tra i primi a ricordarlo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato il rapporto costruito negli ultimi anni con il fondatore di Slow Food nonostante le differenze di vedute politiche. “Lessi con attenzione le parole cristalline sulla Sovranità Alimentare subito dopo aver rinominato il Ministero dell'Agricoltura - scrive Lollobrigida - aggiungendo questo obiettivo strategico a quelli che gli sono propri. Le parole di un uomo che nella vita si era battuto per il diritto al cibo di qualità, per la libertà dei popoli, per la difesa dei più deboli e della Terra Madre cancellarono in un attimo ogni bassa polemica suscitata da quella scelta. Poteva permettersi, per storia e autorevolezza, di esprimere il suo pensiero ricordando a tutti, e tra tutti c'ero anche io, il peso e la responsabilità di perseguire quegli obiettivi”.Lollobrigida ha ricordato anche il loro primo incontro al ministero e la capacità di Petrini di tenere insieme dialogo e radicalità. “Sapevo bene che il suo percorso politico non era il mio, ma questo non mi ha mai impedito di ascoltare, capire e apprendere. Scherzava sul fatto di essere ‘un comunista amico dei papi e dei re’, ricordando con affetto la stima di Papa Francesco e di Re Carlo d'Inghilterra”.Nel messaggio del ministro anche il riferimento all’eredità lasciata da Petrini a Slow Food e alla rete internazionale costruita negli anni: “Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini - (così si faceva chiamare ndr.) - lo ha fatto. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti”.Nato nel 1949, Petrini aveva legato il suo nome a un’idea di alimentazione fondata sulla qualità del cibo, sulla tutela delle culture locali e sulla difesa della biodiversità. Nel 2004 aveva dato vita a Terra Madre, la rete internazionale delle comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, studiosi e giovani provenienti da tutto il mondo.Sempre nel 2004 aveva fondato a Pollenzo l’Università di Scienze Gastronomiche, primo ateneo dedicato a un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Negli anni il suo lavoro lo aveva portato a collaborare anche con la FAO e le Nazioni Unite, come riferimento globale del dibattito sulla sostenibilità alimentare.“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, ripeteva spesso. Una frase diventata negli anni la sintesi più riconoscibile della sua idea di cambiamento.
Addio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre. Lollobrigida: "Un maestro, la sua impronta è incancellabile"
Il gastronomo, giornalista e scrittore aveva legato il suo nome a un’idea di alimentazione fondata sulla qualità del cibo, sulla tutela delle culture locali e s










