Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è morto oggi a 76 anni. Era nato a Bra, in provincia di Cuneo, dove nel 1986 aveva fondato l'associazione – inizialmente chiamata Arcigola – con l'obiettivo dichiarato di contrapporre una cultura del cibo "buono, pulito e giusto" all'avanzata dei fast food. Nel 1989 Slow Food era diventata organizzazione internazionale. Nel 2004 aveva fondato Terra Madre, la rete mondiale che riunisce contadini, pastori, pescatori, cuochi e accademici attorno alla causa della sovranità alimentare e della biodiversità, e nello stesso anno l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Nel 2004 Petrini aveva fondato a Bra l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, lui che aveva lasciato l'università a Trento a quattro esami dalla laurea in Sociologia.Prima di Slow Food, aveva lavorato come giornalista enogastronomico e contribuito alla nascita del Gambero Rosso, allora supplemento del Manifesto – dettaglio non irrilevante per capire l'humus ideologico da cui è nata Slow Food.Il Foglio ha avuto con Petrini un disaccordo di fondo, durato decenni. Non tanto sul cibo ma sul metodo, sull'ideologia che ci stava sotto. Slow Food ha romanticizzato il pane nero potendosi permettere il pane bianco. Ha combattuto gli ogm, la genetica applicata, i concimi, gli agrofarmaci... gli stessi strumenti che invece, secondo questo quotidiano, hanno permesso all'agricoltura mondiale di sfamare otto miliardi di persone, di ridurre la mortalità infantile, di liberare milioni di famiglie contadine dalla servitù della terra. Il caso dello Sri Lanka, che nel 2021 vietò i fertilizzanti sintetici in nome di un'agricoltura biologica nazionale e precipitò nel disastro, era lì a dimostrarlo.Petrini era un comunicatore capace, e il suo messaggio ha avuto presa ovunque: su sociologi, antropologi, economisti, intellettuali. Il paradosso, come scriveva Antonio Pascale su queste pagine due mesi fa, è che un'associazione come Slow Food può esistere, professare la fede nella lentezza, soltanto dentro una dimensione di capitalismo avanzato, produttivo, veloce, tecnologico. La lentezza è un lusso che si finanzia con la velocità altrui.