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Carlo Petrini, noto per essere stato il fondatore di Slow Food, l’organizzazione che promuove la produzione sostenibile di cibo in Italia, è morto a 76 anni. Era nato a Bra, in provincia di Cuneo, ed era conosciuto col soprannome di “Carlin”.

Aveva fondato Slow Food nel 1986; in precedenza si era occupato di enogastronomia su diversi giornali, e aveva lavorato alla creazione della rivista Gambero Rosso, che inizialmente era un supplemento del manifesto.

Slow Food – che all’inizio si chiamava Arcigola – nacque come associazione culturale con l’obiettivo di riscoprire la storia gastronomica italiana in contrapposizione al fenomeno contemporaneo dei fast food: in questo senso il nome dell’associazione, che in inglese vuol dire “cibo lento”, era un’esplicita dichiarazione di intenti di Petrini. Slow Food si prefiggeva inoltre di promuovere la salvaguardia della biodiversità, le tecniche agricole non invasive e abitudini come il rispetto dei tempi naturali, dell’ambiente e della salute dei consumatori.

Negli anni successivi Slow Food divenne un’associazione molto conosciuta, in Italia e all’estero, e nel 1989 fu trasformata in organizzazione internazionale. Tra le altre cose nel 2004 Petrini attraverso Slow Food fondò a Bra l’Università di Scienze Gastronomiche, anche conosciuta come Università di Pollenzo per via della frazione in cui ha sede.