Egregio direttore, alla fine su Beatrice Venezi hanno vinto i suoi oppositori e nemici. Non la volevano ancora prima di conoscerla e di averne sperimentato le qualità di direttrice d'orchestra. E non la volevano come direttore musicale non perché era troppo giovane e inesperta, questo era quello che raccontavano, ma perché non era schierata come volevano loro, non usciva dai soliti circoli politici. Ce l'hanno fatta.
Letta firmata
Venezia
Caro lettore, la decisione della Fenice di interrompere ogni collaborazione con Beatrice Venezi mi pare fosse, a questo punto, inevitabile. Ero e sono convinto che una larga parte, non tutte, delle resistenze alla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale della Fenice fossero dettate principalmente dal pregiudizio.
Agli occhi dei suoi detrattori, la giovane direttrice d'orchestra aveva due grandi difetti. Il primo, quello ufficiale, era legato al suo percorso artistico, giudicato dagli oppositori inadeguato al prestigio della Fenice. Il secondo, quello più insidioso e determinante, era la sua appartenenza politica, lontana dalla sinistra.















