La fine del rapporto professionale tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice arriva, ovviamente, tra le scene di giubilo della sinistra. Un epilogo forse scritto che rende ancora più plastico un sospetto: l'ostracismo nei confronti della direttrice d'orchestra maturato negli ultimi mesi era legato a motivi più politici che artistici.
"La Fondazione Teatro La Fenice ha licenziato Beatrice Venezi dopo che la stessa aveva irriso i suoi musicisti. È una buona notizia e il fatto che non sia stata lei a fare un doveroso passo indietro è la prova del nove che era del tutto inadeguata a quel ruolo. La destra continua a distribuire poltrone secondo amicizie e convenienze. Il merito lo sbandierano e basta", attacca Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
VENEZI CONTRO I LAVORATORI DELLA FENICE: "POSTI TRAMANDATI DI PADRE IN FIGLIO"
Nuova polemica contro Beatrice Venezi, che a ottobre assumerà l’incarico di direttore musicale del teatro L...
A lei, e idealmente a tutte le opposizioni, risponde Alfredo Antoniozzi, esponente di Fratelli d'Italia: "L'amara verità è che l'Italia ancora oggi è come quella che descrisse Montanelli cinquant'anni fa: regna il centrodestra ma governa la sinistra nei posti chiave della cultura. Beatrice Venezi è stata rimossa per un'opinione legittima che non era affatto lesiva del decoro della Fenice. E' stata rimossa perché è culturalmente di destra. Oltre che essere brava. Ma il fatto di essere brava e donna purtroppo non si aggiunge a quello di essere un'antifascista manieristica come artiste di piccolo pregio che hanno successo solo per questo. A lei la mia solidarietà".













