VENEZIA - Soddisfazione per il "licenziamento" di Beatrice Venezi è stata espressa dalla Rsu della Fenice («La musica non ha colore, non ha genere, non ha età») e dalla Fondazione Amici della Fenice presieduta da Maria Camilla Bianchini d'Alberigo («Il nostro teatro non può e non deve subire attacchi diffamatori da nessuno»). Quanto alla politica, la Lega veneziana e veneta continua a tacere, solo l'europarlamentare Susanna Ceccardi ha definito Venezi «vittima di intolleranza e arroganza ideologica».
Dispiaciuto Raffaele Speranzon, coordinatore veneto di FdI, pur precisando di non intromettersi nella decisione: «Per un pregiudizio espresso da alcuni orchestrali sindacalizzati e da alcune forze politiche nei confronti di una giovane e affermata artista si è creato un clima tale che ha portato a questo epilogo. Un'occasione persa per la Fenice di apprezzare il suo talento».
Scontro tra i candidati sindaci del centrosinistra Andrea Martella e del centrodestra Simone Venturini. Martella: «Se Venturini era contrario alla designazione di Venezi doveva dirlo prima. Avrebbe fatto meglio a tacere o a chiedere scusa per gli errori gravi della sua amministrazione». Venturini: «Martella fa la morale, ma in oltre vent'anni di mandati parlamentari, pagati dai veneziani, cosa ha fatto per la Fenice? Quanti finanziamenti statali ha ottenuto? Riempirsi la bocca è facile. Portare risultati un'altra cosa».















