VENEZIA - Beatrice Venezi, alla fine, ha rotto il silenzio sulla sua contestatissima nomina a direttore musicale del Gran Teatro La Fenice. Poche battute, pronunciate sempre con il sorriso, comunque al vetriolo. Ha premesso di non voler parlare della vicenda veneziana, lo farà «a tempo debito». Ma intanto lanciato bordate pesanti contro un teatro «di fatto gestito dai sindacati», in un «contesto totalmente anarchico» - ha accusato - con relativo «danno d’immagine» a livello internazionale. Eccola, con il suo piglio polemico, la direttrice musicale lucchese, di nuovo in Italia, dopo gli impegni che l’avevano trattenuta a Buenos Aires per una lunga serie di concerti al Teatro Colòn.
Ieri era a Pisa, al Teatro Verdi, per la conferenza stampa di presentazione della “Carmen” di Bizet che dirigerà venerdì e domenica prossimi. Inevitabili le domande dei giornalisti anche sul caso Fenice, dove ormai da più tre mesi Orchestra, Coro e maestranze tutte sono sulle barricate: contestano il modo il cui il soprintendente, Nicola Colabianchi, ha scelto Venezi, che non ha mai diretto alla Fenice; ma soprattutto il curriculum del futuro direttore musicale (la nomina decorrerà dal prossimo ottobre) ritenuto non all’altezza di un’istituzione prestigiosa come la Fenice.







