PISA – “Cos’è successo? Non mi sono accorta di niente” sfida tutti Beatrice Venezi. Le spillette contro di lei? “Beh avrebbero potuto farle più stilizzate, magari con uno Swarovski” ride e provoca. E i professori della Fenice che continuano a chiederle un passo indietro dal ruolo di direttrice artistica del teatro di Venezia dove entrerà in carica dal 2027? “Parlerò a tempo debito e sarà pure divertente. All’estero posso dire che si domandano come mai una fondazione teatrale gestita con soldi pubblici possa essere gestita da sindacati, in un contesto quasi anarchico. Per il momento faccio solo una citazione calcistica di Boskov: partita finisce quando arbitro fischia”.
Sotto attacco
Torna e attacca, la direttrice d’orchestra cara ai Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni. Classe 1990, figlia dell’immobiliarista lucchese Gabriele Venezi — già esponente del partito neofascista Forza Nuova — si è diplomata in pianoforte nella sua città e in direzione d’orchestra al Conservatorio Verdi di Milano. Vicina agli ambienti della fiamma tricolore, ha espresso stima e amicizia per Giorgia Meloni e nel 2021 ha ricevuto il “premio Atreju” della kermesse di Fratelli d’Italia. Dal 2022 è consigliera per la musica al ministero della Cultura e nello stesso anno è stata nominata direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, tra le proteste del sindaco. Nel 2021 aveva anche affiancato Amadeus in una serata del Festival di Sanremo. Qual è il problema? Che secondo i musicisti Venezi non ha le carte in regola, sul piano professionale, per ricoprire un ruolo di cotanto prestigio come la guida della Fenice. Contro di lei scioperi e il movimento delle “spillette”, che vanno a ruba. E che potrebbero spuntare venerdì sera pure a Pisa, la Cgil ci sta lavorando, a indossarle potrebbero essere i lavoratori del teatro Verdi che sono in agitazione. Non dovrebbero scioperare, ma faranno sentire il messaggio a Venezi.










