Nuova polemica contro Beatrice Venezi, che a ottobre assumerà l’incarico di direttore musicale del teatro La Fenice. A fare da detonatore, stavolta, è il contenuto di un’intervista rilasciata da Venezi al quotidiano argentino La Nacion. Questo il punto incriminato: «Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio». Parole che lasciano intendere una scelta tutt’altro che meritocratica dei musicisti.
Poi Venezi ha aggiunto altre considerazioni sulla necessità di un cambiamento: «Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro». E ancora: «La Fenice non ha mai collaborato con il Festival del cinema o la Biennale d’arte. L’orchestra e il coro non lasciano quasi mai l’isola. Non è così che si raggiungono nuovi pubblici. Si potrebbero realizzare progetti congiunti. Mi piacerebbe creare una serie di concerti che integrino elementi naturali, con una doppia performance (visiva e musicale), con artisti della Biennale».
BEATRICE VENEZI, SCENEGGIATA INFINITA: TORTATO SI DIMETTE IN POLEMICA CON LA DIRETTRICE














