VENEZIA - Cala il sipario su Beatrice Venezi. Ieri pomeriggio il vertice della Fenice ha infatti deciso di interrompere ogni collaborazione dopo le recenti dichiarazioni rilasciate dalla direttrice d’orchestra che in un’intervista al quotidiano argentino La Nacion aveva duramente attaccato la stessa orchestra, che in teoria autunno avrebbe dovuto dirigere, sostenendo che le posizioni dei musicisti «si tramandano di padre in figlio. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro. Anche Diego Matheuz diresse l’orchestra a soli 26 anni per quanto era protetto da Abbado. Io non ho padrini e non provengo da una famiglia di musicisti».

Per il sovrintendente Nicola Colabianchi, che pure in questi tormentati mesi di polemiche e proteste aveva sempre e tenacemente difeso Venezi nominandola direttrice musicale, la misura a quanto pare è davvero colma e non possono certo intravedersi spazi per l’ennesima mediazione. Anche perchè lo scontro ha ampiamente superato i confini cittadini diventando uno degli argomenti più seguiti dagli addetti ai lavori che si occupano di opera lirica e di stagioni concertistiche a livello nazionale. La nomina della musicista toscana era stata annunciata lo scorso 22 settembre, ora a sette mesi e quattro giorni tutto salta per aria. E anche quella di ieri, per il mondo musicale veneziano che in queste ore non parla d’altro, è stata un’altra giornata di passione.