C’era una volta la Fenice. Anzi no: c’è ancora. Perché, come sempre a Venezia, si muore e si rinasce con una certa regolarità, quasi fosse una forma d’arte applicata alla gestione teatrale. E così anche il “caso Venezi” si chiude, o almeno pare chiudersi, tra sospiri di sollievo e soddisfazioni più o meno dichiarate.

A beneficio di chi aspettava questo epilogo con impazienza - e non erano pochi- la vicenda di Beatrice Venezi al Teatro La Fenice si conclude ufficialmente. A sorpresa, però, la più sollevata sembra essere proprio lei: per la direttrice è la fine di un incubo. E mentre a Venezia il sipario cala, Venezi guarda altrove. Lontana dalle polemiche, al Teatro Colón, dove il rapporto con il pubblico e l’orchestra torna semplice, diretto e affettuoso.

BEATRICE VENEZI, ANNULLATE TUTTE LE COLLABORAZIONI CON LA FENICE: "GRAVI DICHIARAZIONI PUBBLICHE"

"La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annulla...

L’incubo, in realtà, era iniziato mesi prima, ben prima dell’atto finale. Già dall’annuncio della sua nomina a direttrice musicale, lo scorso settembre, si era scatenata una vera e propria gogna mediatica: insulti, ironie, prese di posizione spesso feroci, riversate senza tregua nei blog e negli spazi digitali. Un coro variegato- talvolta competente, talvolta meno che ha contribuito a creare un clima rovente attorno a una figura diventata rapidamente simbolica.