Venezia
Cara lettrice, al contrario di molti che ho scoperto essere raffinati musicologi, non sono assolutamente in grado di giudicare le qualità di un direttore d'orchestra. Di valutare, per esempio, se un maestro si limiti a una mera lettura o se abbia capacità superiori di penetrazione del testo musicale. Faccio però il cronista e quindi guardo e considero i fatti. E su Beatrice Venezi rilevo un paio di cose, forse sfuggite a qualcuno.
Dopo il successo del 24 gennaio con la Carmen di Bizet al teatro Verdi di Pisa (dieci minuti di applausi e il tributo pubblico dell'Orchestra da Camera Fiorentina), una settimana dopo il maestro ha diretto al teatro Verdi di Trieste "Ascesa e caduta della città di Mahagonny" , una complessa opera di Kurt Weill. Anche in questo caso tutte le cronache, anche quelle di organi di stampa che non simpatizzano per lei, hanno riconosciuto il successo della sua direzione, peraltro testimoniato da 8 minuti di applausi e dalle positive critiche. Mentre pochissimi spettatori («Si contavano sulle dita di una mano», ha scritto Il Piccolo di Trieste) avevano appuntata la spilla con la chiave di violino simbolo della protesta anti-Venezi. Questi i fatti.
Ora è indiscutibile che, senza nulla togliere ad altri teatri, nella gerarchia dei templi della musica, italiana e non, la Fenice occupi i primi posti. Ed è altrettanto evidente che, anche per questo, i professori che ne compongono l'orchestra vanno ascoltati e considerati per la loro competenza. Tuttavia, dopo aver letto i resoconti e le critiche dei concerti di Pisa e Trieste, viene da chiedersi come si conciliano i cori di no veneziani contro Venezi con i lunghi applausi (anche degli orchestrali) di Pisa e Trieste. O per dirla meglio: quanto prevalgono i giudizi e quanto invece i pregiudizi nell'ostilità assoluta verso Beatrice Venezi, nel considerarla inadeguata alla Fenice e nella richiesta di sue dimissioni? E viene spontaneo anche chiedersi: ma gli appassionati di musica di Pisa e Trieste sono tutti così grossolani e incompetenti da tributare 8-10 minuti di applausi a quel maestro Venezi che alcuni settori degli abbonati della Fenice si rifiutano, sdegnosamente, anche solo di sentir nominare? Non sarebbe il caso, almeno, di vederlo alla prova prima di bocciarlo?






