(Rubriche) Sono bastati pochi giorni per far tramontare i sogni italiani nel campo dell’intelligenza artificiale. Una settimana fa, la start-up Egomnia aveva infatti presentato Emma, un chatbot che doveva fare concorrenza a chatGPT, Claude, Gemini e agli altri (pochi) colossi internazionali. Il tono con cui Matteo Achilli, fondatore di Egomnia, aveva pubblicizzato il lancio era ambizioso:

Il modello di Egomnia è diventato virale per risposte assurde e anche pericolose. Perché dietro c’è un prototipo piccolo, con poco contesto e un allineamento ancora incompleto

Egomnia rivendica la sua piattaforma di IA come un prodotto tutto italiano, ma per qualità delle risposte e velocità, Emma è lontana anni luce non dai competit…