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Sergio Donato

Egomnia, la società dietro la serie di modelli Emma, ha chiuso l'accesso alla piattaforma perché "l’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test"

Come si poteva immaginare dal numero crescente delle condivisioni sui social, le risposte errate, fantasiose e pericolose di Emma – l’IA italiana sviluppata da Egomnia – sono diventate virali, e non in senso positivo. Oggi Emma è stata chiusa con la seguente motivazione: “Il rilascio del modello LLM aveva finalità esplorative e sperimentali. L’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test, pertanto abbiamo deciso di sospenderne temporaneamente la disponibilità. Abbiamo comunque raccolto dati sufficienti per lo sviluppo dei prossimi modelli. Stiamo ora cercando tester per Emma-6”, a cui segue un semplice form per proporsi.

La parola “LLM” nella comunicazione ufficiale è già un indizio di come il progetto sia stato presentato. Emma-5 conta circa 550 milioni di parametri. Nella tassonomia corrente del settore, i Large Language Model usati per compiti generalistici partono da scale ben superiori, almeno uno o pochi miliardi di parametri, con taglie molto comuni da 3 a 7 miliardi in su. Dunque, chiamarlo LLM ha amplificato anche l'aspettativa di chi ha esperito Emma-5, il modello più grande dei tre utilizzabili fino a ieri.