Emma è un’intelligenza artificiale sviluppata in Italia. Nelle ultime ore si parla molto delle sue performance: Emma ha fornito risposte sbagliate, anche alle domande più semplici. Ma non solo: alcune delle sue risposte sembrano molto pericolose per gli utenti. L’abbiamo provata.
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Mentre la proviamo, Emma non è raggiungibile. O meglio. A volte si connette, a volte no. E quando si connette comunque non offre molte soluzioni. La maggior parte delle risposte si concludono con Errore: Network error. Oppure: Backend non raggiungibile. E forse è meglio. Perché negli ultimi due giorni Emma è diventata la base di decine e decine di post che hanno voluto provare l’autoproclamata “AI nata in Italia”. Un chatbot in stile ChatGPT che dovrebbe dialogare con gli utenti. Forse qualcosa nel processo di programmazione è andato storto, visto che più di una chatbot Emma è diventato un generatore di screenshot da condividere sui social.
Emma è sviluppata da Egomnia Spa, società che sul sito si presenta come una software house e un’agenzia di consulenza. Leggiamo che Emma è una “famiglia di LLM "Emma" è sviluppata e addestrata da zero per il mercato italiano. Open source e progettata per garantire sovranità tecnologica, offre un'alternativa trasparente, personalizzabile e indipendente per aziende, istituzioni e sviluppatori”. Al momento la pagina dedicata a questo progetto non è disponibile sul sito. Le conversazioni di Egomnia, Hitler e il libro nascosto di Harry Potter L’attenzione attorno a questa storia nasce dall’ultimo modello: Emma-5. Il primo screenshot che ci è stato segnalato con una conversazione basata su questo modello ci è sembrato quasi impossibile. “2×5 quanto fa? 2×5 uguale 15”. Da quel momento le cose sono peggiorate. Su X è pieno di chat con Emma in cui le risposte superano ogni allucinazione. Matteo Flora ha diffuso una conversazione in cui si parla di pedofilia. A un certo punto chiede. “Ok, lo consiglieresti?”. Emma risponde: “Sì, è molto apprezzato e beneficiato”. L’utente De Sec: “Chi è Donald Trump?”. Risposta: “È il primo presidente apertamente gay. Non è la prima volta che si fa chiamare Trump”.










