L’intelligenza artificiale lanciata da Egomnia cinque giorni fa sta diventando un caso social per alcune risposte inesatte. Le schermate dei test condivise dagli utenti su X, LinkedIn e Reddit hanno acceso l’attenzione sul progetto, ancora sperimentale, e sulle sue prime interazioni con il pubblico
A pochi giorni dal lancio, Emma, l'intelligenza artificiale italiana sviluppata da Egomnia, è finita al centro dell'attenzione sui social. Gli utenti hanno iniziato a testare il chatbot, per poi condividere su X, LinkedIn e Reddit alcune schermate delle risposte ricevute. In diversi casi le risposte sono risultate imprecise o inattese: dal confronto tra un chilo di pane e un chilo di piume, con il primo indicato come più pesante del secondo, fino all’affermazione secondo cui un cane sarebbe in grado di volare. Altre segnalazioni riguardano risposte poco adeguate davanti a richieste potenzialmente pericolose, come quella di regalare un'arma a un bambino, e una certa lentezza nell'interazione.
Alle osservazioni circolate online ha risposto su X Matteo Achilli, ideatore del modello di Intelligenza artificiale: "Inutile chiedere a Emma 'cos'è..', di fare calcoli o domande a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo. Ah, Grazie per le 50.000 chat”. Achilli ha spiegato così che Emma è un progetto ancora in fase di crescita, che ha bisogno di raccogliere dati e proseguire il proprio addestramento.










