Via social, Emma, l’AI nata in Italia, come la presenta Egomnia S.p.A., la società quotata alla borsa di Milano che le ha dato i natali sta generando infiniti post di ilarità, ironia e scherno. E, in effetti, basta provarla, porle domande elementari, leggere le risposte e il perché di questa accoglienza risulta evidente. Se le si chiede quanto fa dieci per dieci, ad esempio, risponde quattro e per farlo ci impiega mezzo minuto. Mentre se le si chiede chi ha scritto le favole di Esopo, si prende un minuto e mezzo per rispondere, ma senza rispondere, che Esopo è stato un matematico greco. Inutile perder tempo a interrogarla insomma. Le capacità, almeno allo stato, sono queste o, forse, bisognerebbe dire che non ci sono. Tuttavia, a differenza di tanti, confesso che i primi vagiti di Emma non riescono a farmi né ridere, né sorridere. E non è solo questione di rispetto per chi, probabilmente, ha investito tempo, energie e risorse nel darle i natali. La questione è un’altra ed è più seria. La società che l’ha lanciata, infatti, nel farla debuttare in società, la presenta con un Manifesto, quello di EMMA, LLM italiana, un Manifesto, scrive sul sito della sua creatura, “per la sovranità tecnologica italiana”. E si tratta di un Manifesto il cui contenuto è larghissimamente condivisibile.