“Raramente nell’ultimo periodo ho riso così tanto come provando Emma, la formidabile AI italiana”, scrive qualcuno su X, “È uno scherzo dai, non c’è altra spiegazione” twitta qualcun altro. C’è chi preme l’acceleratore sul sarcasmo e lancia una frecciatina: “Sicuramente è basata sul cervello di qualche sottosegretario”. Al momento, Emma sta raccogliendo una raffica di sfottò e poco altro a causa delle risposte totalmente senza senso che restituisce a chi prova a interrogarla. Sergio Mattarella, ad esempio, viene definito imprenditore e fondatore della Repubblica, Anna Frank un’attrice porno e Donald Trump il primo presidente apertamente gay.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Emma è un Large Language Model decoder-only sperimentale (ovvero una famiglia di modelli di intelligenza artificiale) sviluppato da Egomnia S.p.A., società quotata dal 2024 alla Borsa di Milano, progettato per lingua italiana.

“Open source e progettata per garantire sovranità tecnologica, offre un’alternativa trasparente, personalizzabile e indipendente per aziende, istituzioni e sviluppatori” si legge sul sito della società fondata da Matteo Achilli. C’è pure un Manifesto (“LLM italiano per la sovranità tecnologica”) a presentarla.