Il calcio giovanile costa sempre di più, ma l'obiettivo delle società è uno solo: non far pagare alle famiglie e soprattutto ai ragazzi il conto dei rincari. Giocare a pallone e mantenere vivo il sogno di poter un giorno calcare i grandi palcoscenici del calcio deve rimanere un patrimonio e una possibilità per tutti.

LA PREOCCUPAZIONE Le società, così, si rimboccano le maniche e cercano soluzioni, che spesso ricadono nel portafogli dei presidenti, costretti a intervenire in prima persona per pareggiare i conti. È una preoccupazione che accomuna diverse società del Pordenonese e che emerge con particolare forza dalle parole dei presidenti Luca Muranella del Fontanafredda e Andrea Brait del Sas Casarsa. «Abbiamo dovuto aumentare le quote d'iscrizione - spiega Brait - di circa 40, 50 euro rispetto all'anno scorso, ma se pensiamo che in media un ragazzo a stagione ci costa fino a 1000 euro, una quota di 300 non è alta». «Purtroppo a volte dobbiamo intervenire noi presidenti - aggiunge Muranella -, perché altrimenti non ci stiamo dentro. La troppa burocratizzazione, unita ai costi vivi che sono sempre più alti, ci costringe anche a questo».Dietro alla quota di iscrizione, infatti, c'è una macchina organizzativa che negli ultimi anni si è fatta progressivamente più costosa. Ci sono i campi e gli impianti da mantenere, le utenze, le trasferte, la benzina e il gasolio, il materiale sportivo, i tesseramenti, le assicurazioni, nuove figure da pagare, come il safeguarding, a tutela dei minori. Ma anche una serie di adempimenti amministrativi che richiedono tempo e risorse: bolli, dichiarazioni, pratiche fiscali, gestione dei collaboratori e della documentazione, fino agli obblighi introdotti e progressivamente ampliati dalla nuova disciplina dello sport dilettantistico. LE TARIFFE In media le realtà della provincia si attestano attorno a cifre tra i 300 e i 600 euro. La Cordenonese 3S si muove tra 300 e 450 euro, mantenendo le quote sui livelli precedenti e includendo il materiale fornito dalla società. Il Torre si colloca tra 400 e 500 euro, con cifre che risultano invariate rispetto ai tariffari delle ultime stagioni. Il Chions indica una quota di circa 350 euro, mentre il Sas Casarsa si attesta mediamente sui 300 euro, ai quali vanno aggiunti circa 120 euro per il kit.A Fontanafredda si parte dai 400 euro dell'Under 19, si sale a 600 per l'Under 18 e a 650 euro per Under 17/16 e Under 15/14. Per Under 13/12 e Under 11/10 la quota è di 500 euro, mentre scende a 450 euro complessivi per gli Under 9 e a 400 per i Piccoli Amici.Ma anche in questo caso la cifra va letta insieme a ciò che la società offre. Per le categorie Under 17/16/15/14 sono previsti quattro allenamenti alla settimana, tre per le fasce Under 13 fino a Under 9 e due per Piccoli Amici e Primi Calci.E poi c'è il trasporto, che costituisce una voce autonoma: 650 euro per andata e ritorno entro 25 chilometri e 700 euro oltre i 25 chilometri, considerando tre allenamenti settimanali. La partita, dunque, non si gioca tanto sui bilanci, ma su quanto tempo ancora le società riusciranno a compensare costi e ricavi. Il rischio, come spiegano i presidenti è che il gioco più popolare del mondo diventi una disciplina d'élite, che potranno permettersi solo i ragazzi che hanno alle spalle una buona capacità economica.