Quasi ottomila scuole calcio dove si insegna tanta tattica, meno tecnica e dove iscriversi è sempre più costoso, soprattutto per gli italiani di seconda generazione. E' il quadro generale del calcio giovanile in Italia.

"Viste le squadre di Spagna e Francia? Anche noi dobbiamo puntare sui giovani". Lo hanno pensato e detto tutti i tifosi azzurri di calcio al termine del Mondiale, il terzo di seguito al quale l'Italia non ha partecipato. Ma l'affermazione acquista un peso particolare quando a pronunciarla nella conferenza stampa di presentazione è Claudio Ranieri, nuovo dt della Nazionale, ex allenatore e soprattutto uno che di calcio, evidentemente, se ne intende. E uno che va dritto alla radice dei problemi: "I bambini spendono troppi soldi per andare alle scuole calcio. Dobbiamo riportarli al calcio abbassando i prezzi".

L'ex allenatore che ha fatto debuttare tanti ragazzi in prima squadra nei club che ha guidato, sa che il cammino dei calciatori inizia presto. Per questo, vuole intervenire sulle strutture dove i ragazzi tirano i primi calci al pallone e, quindi, sull'intero settore giovanile perché "il salto più difficile è dall'Under 21 alle prime squadre". Ranieri ha chiesto alla federazione di fornirgli tutti i dati a riguardo.