di

Davide Stoppini

Cambiate le regole, il tempo effettivo è già aumentato: 5’ in più rispetto a un anno fa

Forse qualcosa si sta muovendo, per avvicinare di più il nostro calcio a quello europeo. Magari qualcosa di forzato, certo. Ad esempio la scelta di molti club di investire sui giovani sul mercato e non sui grandi vecchi, che in realtà più che una scelta è oggi quasi una necessità in termini di bilancio. E poi le nuove regole dell’Ifab recepite dall’Aia, che aiutano, eccome se aiutano. Aiutano la serie A, lo racconta la prima giornata: il tempo effettivo, rispetto al primo turno dello scorso campionato, è salito mediamente di 4 minuti e mezzo. È come se, sommate le 10 partite, avessimo goduto di trequarti d’ora in più di calcio. Mica poco.

Le direttive, così è più giusto definirle, che spingono in questo senso sono tre: il countdown sulle rimesse dal fondo o quelle laterali (pena un angolo a sfavore o l’inversione della rimessa stessa), i 10 secondi per effettuare una sostituzione (altrimenti il nuovo entrato fa il suo ingresso un minuto più tardi) e soprattutto il minuto da passare fuori dal campo se si ricevono cure mediche in campo, un modo per limitare le perdite di tempo dei furbetti. Il gradimento è generale, anche se è logico pensare che le direttive vadano più incontro inevitabilmente alle squadre più forti. Di sicuro, ne guadagna lo spettacolo. «Le nuove regole mi piacciono tantissimo, sono state pensate davvero molto bene — ha commentato ad esempio il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini —. È ottimo per il pubblico, che prima vedeva partite di una noia mortale e che invece vuole assistere al gioco, non a gente che perde tempo. Nessuno fa più sceneggiate ora, si rialzano tutti».