Tra la curva che resiste e la poltroncina premium che sale di prezzo, la mappa degli abbonamenti 2026-27 racconta una Serie A divisa in due: ancora popolare in basso, sempre più selettiva in alto.
Il prezzo di un abbonamento dice molto più del costo di un seggiolino. Racconta che tipo di calcio un club vuole vendere, quale pubblico intende trattenere, quanto pesa il richiamo dell’attesa e quanta parte del conto viene scaricata sul tifoso più fedele. Per questo i numeri della stagione 2026-27 meritano di essere letti con attenzione: nel confronto ricostruito da Gazzetta, la Serie A presenta il prezzo massimo medio più alto tra i cinque grandi campionati europei, 1.910 euro, con punte che allargano in modo netto la forbice interna del campionato.
Non è solo una questione di élite. Sempre secondo i dati richiamati da Gazzetta, i massimi individuali più alti del campione considerato sono in Serie A: Como a 4.500 euro, Inter a 3.999 e Milan a 3.700. Sul lato opposto, la fascia più accessibile del nostro campionato può scendere fino a circa 15,3 euro a partita, mentre il massimo medio equivale a circa 100,5 euro a gara. Tradotto: dentro la stessa lega convivono il calcio che prova a restare popolare e un calcio sempre più vicino ai prezzi dell’intrattenimento premium.













