di Daniele Dell'Orcovenerdì 21 agosto 20263' di letturaIl costo per seguire il calcio in TV in Italia monopolizza il dibattito sportivo ad ogni estate. Con i diritti della serie A assegnati a DAZN e Sky fino al 2029 e le coppe europee suddivise tra la pay-tv di Comcast e Amazon Prime Video, i tifosi si trovano di fronte all’ormai solito puzzle di abbonamenti caratterizzato da prezzi, vincoli contrattuali e modalità di fruizione variegati. Per ottenere una copertura televisiva totale del pallone, comprensiva di tutti i dieci incontri di ogni turno di campionato, della serie B e delle tre competizioni internazionali, la strada principale richiede la combinazione di tre distinte piattaforme. Optando per le formule annuali più economiche messe a disposizione dai singoli broadcaster, la spesa minima di partenza si attesta a 668,80 euro all’anno. Un pacchetto base comprende il piano annuale con pagamento anticipato di DAZN Full a 379 euro, l’abbonamento alla piattaforma streaming NOW con vincolo di 12 mesi a 19,99 euro al mese (pari a 239,90 euro complessivi) e la sottoscrizione ad Amazon Prime Video a 49,90 euro all’anno. Per gli utenti che preferiscono invece di evitare vincoli di permanenza e scegliere la massima flessibilità mensile, le cifre salgono. E in modo significativo: la sola versione mensile flessibile di DAZN Full costa infatti 46,99 euro al mese, il che porta la spesa su base annua a ben 563,88 euro per il solo campionato.Per venire incontro alle esigenze di chi cerca soluzioni meno onerose il mercato dell’intrattenimento sportivo ha sviluppato diverse formule alternative. La novità più rilevante è il recente lancio del piano DAZN Full Mobile a 19,99 euro al mese. Questa opzione permette di accedere all’intero catalogo della piattaforma (Serie A, LaLiga, basket, volley e coppe inglesi) garantendo un risparmio fino a 324 euro all’anno rispetto al piano Full mensile flessibile, o di 139 euro rispetto all’annuale anticipato. A fronte del prezzo ridotto viene però imposto un preciso limite tecnologico: i contenuti sono fruibili unicamente tramite l’app per smartphone, escludendo l’impiego su Smart TV, PC e tablet, e bloccando qualsiasi funzione di casting o mirroring verso schermi di grandi dimensioni. Altre opportunità per alleggerire il conto finale includono l’adesione alle offerte commerciali di operatori TLC come TimVision, oppure la condivisione del piano DAZN Family con un altro utente della medesima abitazione.Se si volesse confrontare il costo per gli italiani con quello dei principali mercati europei, il nostro Paese si colloca in una posizione intermedia per costo assoluto. La spesa annua di 669 euro è di per sé più contenuta rispetto a quella della Spagna (972 euro all’anno, dov’è obbligatorio l’abbinamento con la fibra), del Regno Unito (867 euro distribuiti tra Sky, TNT Sports e Amazon) e della Germania (810 euro distribuiti su ben quattro abbonamenti distinti). Solo la Francia fa meglio, con una spesa annuale complessiva di circa 439 euro grazie al canale di Lega Ligue 1+. Ma analizzando i costi in rapporto agli stipendi medi lordi rilevati dai dati Ocse, il quadro si ribalta: l’Italia sale al secondo posto per incidenza del prezzo della TV sul salario medio. Pur con tariffe nominali inferiori a quelle britanniche o spagnole, l’esborso per seguire il calcio ha un impatto maggiore sul potere d’acquisto dei tifosi italiani. Che anno dopo anno hanno la sensazione di essere tartassati, anche solo per seguire la propria squadra del cuore.