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3 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:16
Costi fuori controllo, bilanci in rosso, club in difficoltà che spendono fino a quattro volte quanto potrebbero permettersi. È lo stato del calcio italiano, ma stavolta femminile: le donne del pallone non se la passano troppo meglio dei loro colleghi, anzi. La crisi del sistema è forse ancora più strutturale di quello maschile. Come ogni anno, la Figc ha pubblicato il “Report Calcio”, mastodontico studio (quasi 250 pagine di dati e statistiche) elaborato dalla società Pwc che vorrebbe celebrare il movimento (e il suo presidente), invece finisce sempre per consegnarne un ritratto impietoso. Anche nell’ultima edizione, che riguarda la stagione 2023-2024, emergono i soliti vizi della Serie A che continua a perdere una montagna di soldi (-370 milioni come risultato aggregato), e ha accumulato un debito monstre di circa 5,5 miliardi di euro (anche se, va detto, il trend è in leggero miglioramento rispetto al passato).
I disastri dei club di Serie A e delle categorie minori non fanno quasi più notizia. Più interessante, allora, soffermarsi per una volta sullo stato del movimento femminile. Solo apparentemente, o comunque solo parzialmente, in salute. I risultati della nazionale (agli ultimi Europei ha sfiorato la finale, venendo raggiunta soltanto all’ultimo secondo dall’Inghilterra campione) e un’indubbia crescita in termini di immagine e di interesse generale, sembrerebbero confermare la narrazione di un movimento in ascesa esponenziale. Gli indicatori finanziari dicono altro. Secondo il Report Calcio, il movimento femminile avrebbe un valore complessivo di addirittura 3,2 miliardi di impatto sul Pil italiano. Andando però a guardare il dettaglio, scopriamo che di questi soltanto 100 milioni sono per effetto diretto delle attività sportive, il resto tutto per aspetti non tangibili, come il benessere psicofisico o la parità di genere. Mentre molto concreti sono i problemi nei bilanci delle società. Delle 10 squadre che compongono la Serie A femminile, nel 2023-2024 soltanto una ha raggiunto il pareggio. Le altre invece hanno chiuso con rossi pesanti, con una perdita media di 3,3 milioni di euro. Questo perché i club femminili spendono tantissimo, quasi 4,5 milioni di euro a testa per un campionato. Ma ne incassano appena uno, con uno squilibrio strutturale che al momento appare insanabile.








