Il Dipartimento femminile della Lega Nazionale Dilettanti ha pubblicato il tanto atteso comunicato sulla composizione della Serie C per la stagione 2025–2026. Fra rinunce, esclusioni e ripescaggi concessi o negati - non mancano le sorprese. Dopo l’Europeo che si è chiuso con la nostra nazionale femminile eliminata in semifinale dall’Inghilterra, ma con l’Italdonne applaudita da tutti per una prestazione di qualità, il pallone rosa rientra nella normalità. Nonostante l’interesse suscitato dalle azzurre, con oltre 4 milioni di telespettatori che hanno seguito l’ultima gara, e il 27,4% di share, la serie A femminile, guidata da Federica Cappelletti, la vedova di Paolo Rossi, ha dichiarato «invenduti» i diritti per la Serie A Women’s Cup, la coppa di Lega che parte con il prossimo campionato. La gara per assegnarli è andata deserta.
Dunque il calcio femminile è tornato nei binari della normalità, ad inseguire uno spazio che meriterebbe ma non si trova. Che qualcosa non funzioni nel movimento lo dimostra proprio la difficile composizione della nuova Serie C, che non sarà più a tre ma a quattro gironi. Per ridurre i costi delle trasferte, una delle voci che mandano in tilt i risicati bilanci di molti club. In tutto le squadre di C ai nastri di partenza dal prossimo mese di settembre sono 48, 12 per ciascun girone.











