L’anno prossimo, a Taranto, il costo complessivo del ciclo dei rifiuti aumenterà ancora. Passando da 54,7 a 58,5 milioni di euro, con un incremento in termini assoluti di 3,8 milioni di euro. Ma da dove provengono queste cifre? La Gazzetta ha consultato il voluminoso provvedimento con cui l’agenzia regionale che si occupa dei rifiuti (l’Ager), il 21 luglio scorso, ha validato i costi sostenuti nel capoluogo ionico per gestire interamente il ciclo dei rifiuti. Ed esattamente nell’ultima pagina, oltre a essere indicato il costo che ha poi determinato le tariffe della Tari per il 2026, è riportato anche il dato dell’anno prossimo. Che, peraltro, non verrà successivamente modificato visto che, fatta eccezione per alcuni motivi davvero straordinari, la revisione dei costi da parte di Ager Puglia è biennale e, quindi, la prossima verrà eseguita solo a luglio del 2028, ma per stabilire la tassa sui rifiuti di quell’anno. Inoltre, bisogna sottolineare che il costo del servizio per legge viene determinato, di fatto, rifacendosi alle spese sostenute due anni prima, e quindi (riferendosi alla Tari 2027) al 2025. Dato questo che conferma quanto, a Taranto ma non solo, il costo totale del servizio sia in costante, inesorabile, aumento (prima premessa).