La bolletta è più pesante per tutti: poco meno di 21 euro annui per una famiglia di almeno sei persone. Opposizioni all’attacco, Marchionni: "Servizi scadenti". Ma il Pd: "Scelto l’incremento minimo possibile".Un milione di euro in più. Tanto dovranno pagare i pesaresi per coprire gli aumenti dei costi registrati per lo smaltimento dei rifiuti in città, per l’anno 2026. La bolletta in modo generalizzato sarà più pesante del 4,1%, mentre il rincaro varierà in base al numero dei componenti in famiglia e in base alla grandezza della casa. Per intenderci una persona che vive in 60 metri quadrati avrà un aumento annuo di 6,14 euro, mentre è poco sotto i 21 euro l’aumento di un nucleo familiare con 6 o più componenti che vive in 150 metri quadrati. Si aggira sui 10 euro l’aumento per due persone che vivono in 80 metri quadrati. Le proiezioni riportate sono quelle allegate alla delibera che ieri il Consiglio comunale ha approvato con i 18 voti favorevoli della maggioranza e i 10 contrari del centrodestra che nel criticare la pressione fiscale ha lanciato la sfida. "Sono aumenti che si sommano ad una Tassa sui rifiuti tra le più alte delle Marche" ha osservato la consigliera di centrodestra Giulia Marchionni. "Assistiamo ad una Tari sempre più alta, ma a servizi peggiori per carenza di investimenti. Il Comune ha privilegiato la distribuzione degli utili invece di reinvestirli in nuovi impianti, innovazione tecnologica e autosufficienza del ciclo dei rifiuti. Cittadini e imprese oggi ne pagano il prezzo". Di Fratelli D’Italia, è intervenuta Cristina Canciani: "In tre documenti ufficiali il gestore parla di innovazione e investimenti, il Comune afferma che non introdurrà miglioramenti nei servizi di propria competenza, mentre l’Ata giudica il livello delle prestazioni non soddisfacente. Qual è la fotografia reale del servizio di igiene urbana a Pesaro? E soprattutto, quale beneficio concreto giustifica l’aumento della TARI che chiedete ai cittadini?". Immediato il contrattacco della maggioranza: "Il Comune non stabilisce il costo del servizio – ha osservato Letizia Rocchi, Pd –. Il tariffario è stabilito dall’agenzia statale Arera e validato dall’Ata, l’assemblea dei sindaci. Pesaro ha scelto di applicare l’incremento minimo possibile distribuendolo in maniera equa". Il sindaco Andrea Biancani replica colpo su colpo: "L’aumento del 4,1% è tra i più contenuti del territorio – ha detto –: è il risultato del lavoro svolto da questa amministrazione, per abbassare i costi migliorando il servizio, facendo scelte politiche controcorrente. Alla Regione invece non sono bastati sei anni per approvare il Piano dei Rifiuti: le Marche pagano i ritardi di non avere impianti e uno smaltimento sostenibile".