Dopo essere stata per una dozzina d’anni la città umbra con il carico fiscale più elevato, arriva un modesto segnale in controtendenza. Una operazione da 300mila euro che servirà infatti a bloccare l’aumento della Tari per le famiglie e per la maggior parte delle utenze non domestiche nella terza rata di saldo con scadenza primo dicembre 2026.

"È una scelta politica chiara. In un momento in cui il costo della vita continua a pesare, abbiamo deciso di utilizzare le risorse disponibili per ridurre la pressione sulla nostra comunità –dice la sindaca Roberta Tardani –, sappiamo però che questa non può essere la soluzione ogni anno. Non possono essere soltanto i Comuni a compensare un sistema che continua a produrre costi sempre più elevati. Serve una strategia più ampia sulla gestione dei rifiuti. Serve che anche la Regione faccia la propria parte da subito e concretamente. Perché non possiamo affrontare il futuro dei rifiuti rincorrendo ogni anno nuovi aumenti. Oggi, però, il dato è chiaro: nonostante i costi siano aumentati, la Tari non aumenta. Perché abbiamo scelto di intervenire per tutelare famiglie, imprese e cittadini".

La lista di opposizione Proposta civica solleva però altre questioni:"Pur nella soddisfazione, segnaliamo due fatti. Primo: l’aggio incassato dal Comune per la discarica vale tra i 500 e i 600mila euro; meno della metà viene investito in riduzione della Tari, mentre il resto rimane dov’era. Secondo: questa riduzione rischia di essere un pannicello caldo se non si affronta la vera emergenza, ossia l’incomprensibile aumento dei costi di gestione dei rifiuti anno dopo anno, ben superiore all’inflazione. Il costo totale del servizio rifiuti da coprire con la Tari è arrivato a circa 5.5 milioni di euro nel 2026, era 5.3 milioni nel 2025 e 4.8 milioni nel 2023"