Intervista a Federica Paolucci (Università Bocconi), ascoltata alla Camera sul decreto che recepisce l'AI Act. Per il riconoscimento facciale a posteriori il testo presenta possibili profili di incostituzionalità: al posto del controllo preventivo di un giudice basta l'autorizzazione di un incaricato del questore. "Il decreto resta troppo vago e c'è troppa opacità dove dovrebbe esserci la massima chiarezza"

Prima ancora che scatti un reato, entrare in uno stadio, partecipare a un corteo o a una manifestazione potrà significare lasciare il proprio volto negli archivi delle forze dell'ordine per sette giorni. È il punto più contestato del decreto con cui il governo recepisce l'AI Act europeo. Le opposizioni parlano di blitz, il Garante Privacy solleva dubbi sulla compatibilità con le regole europee e la Commissione Ue ricorda che l'AI Act vieta il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili, senza però esprimersi sul decreto italiano.