“L’utilizzo del sistema di IA può essere avviato (…) dall’organo di polizia procedente, previa comunicazione, anche in forma orale” al magistrato. L’effetto sarebbe di ampliare i poteri di sorveglianza delle forze dell’ordine senza l’autorizzazione preventiva della magistratura. Gli ufficiali di pubblica sicurezza (polizia e carabinieri), infatti, potrebbero utilizzare l’intelligenza artificiale solo con una telefonata al pubblico ministero, saltando l’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari.
Questo uno dei punti più controversi contenuti nello schema di decreto legislativo che recepisce l’AI Act europeo, che ieri, è arrivato in Senato per ricevere il primo voto favorevole in Commissione Affari Europei di Palazzo Madama. Essendo uno schema di disegno legislativo, il provvedimento, per essere approvato non transita per le Aule parlamentari di Camera e Senato, ma solo per le Commissioni competenti.
Più poteri alle forze dell’ordine senza l’autorizzazione del giudice? “Stiamo tutti con la polizia di Stato, certo, noi non stiamo con lo Stato di polizia”. Filippo Sensi, senatore del partito Democratico è stato tra i primi a segnalare le criticità delle norme e a lanciare l’allarme.











