Il decreto sull’uso del riconoscimento facciale con IA continua a dividere sull’identificazione biometrica in tempo reale nei luoghi pubblici e l’analisi a posteriori dei dati. Ed è polemica per il rinvio del voto in Commissione Affari europei della Camera che era atteso per oggi
È scontro sul decreto legislativo che regola il riconoscimento facciale con intelligenza artificiale. Dopo la bagarre di ieri, 29 luglio, in Commissione Politiche europee del Senato, con Pd e M5s che avevano lasciato i lavori in segno di protesta contro il blitz della maggioranza, oggi arriva il rinvio a sorpresa del voto in Commissione Affari europei della Camera mentre l’esame prosegue nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato. Una decisione che la vicepresidente della Commissione, Marianna Madia, definisce «un fatto molto grave».
La nota di palazzo Chigi
Dopo il pasticcio, palazzo Chigi invia una nota di chiarimento annunciando che rispetterà le norme Ue: «Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria».










