Un po’ meno Grande Fratello. E qualche garanzia e precisazione in più. Le norme sul riconoscimento facciale cambieranno entro poche settimane. Il governo le ritoccherà dopo le proteste delle opposizioni e per evitare un frontale con l’Unione europea. L’Ue infatti si era già attivata per capire se il decreto legislativo che applica l’intelligenza artificiale alla sicurezza era coerente con l’Ai Act. O se invece introduceva norme che non tutelano appieno i diritti. In primis quello alla riservatezza.

Il bubbone a Palazzo Chigi è scoppiato in mattinata, dopo le polemiche sul via libera al Senato. Per le opposizioni il pacchetto - varato qualche settimana fa dal governo, sul quale le Camere devono esprimere un parere - nel suo testo originale è indigeribile. E rischiava di diventarlo anche per l’Ue. Suscita dubbi la conservazione per una settimana dei dati biometrici di tutti i passanti in una piazza dove si svolge una manifestazione, o in una strada attraversata da un corteo. Norme pensate per una stretta securitaria in chiave cyber. Il pacchetto poi prevedeva che per utilizzare i dati biometrici dei cittadini, la Polizia avrebbe dovuto solo avvertire verbalmente il pubblico ministero. Senza un intervento del giudice, come invece chiede l’Europa.