30 Luglio 2026 – Lettura: 3 minuti
Bruxelles ha strigliato il governo sul decreto legge che punta a introdurre il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici di chi accede a luoghi sensibili, in contrasto con l’AI Act.
Nella giornata di oggi a Montecitorio non è slittato solo il voto sull’utilizzabilità delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, ma anche quello della commissione Affari Ue della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale, tema su cui si è espressa anche l’Unione europea, bacchettando l’Italia.
Cosa prevede il decreto legislativo
L’Italia ha accelerato sul decreto che recepisce l’AI Act europeo, ma con una sbandata. Se l’articolo 8 prevede il riconoscimento facciale in tempo reale nei casi più estremi – come terrorismo e ricerca di persone scomparse – con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, a far discutere è l’articolo 10. Che, a differenza dei momenti successivi a gravi reati o sparizioni, disciplina la quotidianità. Il decreto legge, infatti, introduce la raccolta preventiva dei dati biometrici di chi entra in un’area ritenuta sensibile, per una sorta di “sorveglianza generalizzata” che ha fatto drizzare le antenne del centrosinistra e pure di Bruxelles.










