Doppio smacco per il governo Meloni sul riconoscimento facciale, grazie alle telecamere di videosorveglianza e all’intelligenza artificiale. L’Europa e le divisioni in seno alla maggioranza rallentano l’approvazione delle nuove norme sulla sicurezza, proprio mentre palazzo Chigi vuole accelerare su impulso del sottosegretario Alfredo Mantovano. Prima è giunto il rinvio del voto in commissione Affari europei della Camera dei deputati. Poi il monito di Bruxelles: “Il riconoscimento facciale negli spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata”, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, rispondendo a una domanda sul provvedimento in discussione nel Parlamento italiano. La norma è applicabile dallo scorso anno e diventerà esecutiva nel corso di quest’anno, ha aggiunto Regnier, sottolineando che l’intenzione è quella di evitare che l’IA sia “utilizzata per sorvegliare le persone nei loro spostamenti quotidiani negli spazi accessibili al pubblico”. Queste misure sono previste dal regolamento sull’IA, ha sottolineato il portavoce, spiegando di non disporre di tutti gli elementi riguardo al dibattito italiano e non voler anticipare giudizi in merito.