Negli ultimi giorni in Italia si sta discutendo del tema del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia, oggetto di scontro politico in seguito alla repressione delle proteste No Tav di sabato in Val di Susa, per cui la Procura di Torino sta utilizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per individuare i manifestanti.
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La maggioranza ha proposto un decreto legge in materia, approvato mercoledì dalla Commissione politiche UE del Senato: il testo adegua la normativa italiana al regolamento europeo 1689 del 2024, noto come "AI Act", e vuole regolare l'utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale per la raccolta di dati biometrici e il riconoscimento degli individui a fini di ordine pubblico.
Tuttavia, giovedì mattina il voto della commissione Affari Ue della Camera sul nuovo decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale è stato rinviato.
"Questa mattina la maggioranza si è svegliata e ha chiesto uno stop imprevisto al parere nel quale la relatrice teneva conto di alcune criticità emerse nelle tante audizioni di esperti da me richieste. Il parere della maggioranza metteva in luce alcune criticità e quindi non era gradito", ha dichiarato Marianna Madia, vicepresidente della commissione Affari europei e deputata di Iv-Casa Riformista.










