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La decisione di Terna di revocare lo stato di agitazione dei lavoratori diretti della centrale A2A di Archi, motivata dall'impossibilità di fermare gli impianti senza compromettere gli standard di sicurezza del sistema elettrico siciliano, riaccende il dibattito sul futuro del sito produttivo e rafforza la convinzione di chi sostiene che l'impianto continui a rivestire un ruolo strategico nel sistema energetico nazionale.
La nota del gestore della rete elettrica nazionale evidenzia infatti come la centrale non possa essere sottratta al sistema senza incidere sull'equilibrio della rete. Un elemento che, secondo quanti sostengono il mantenimento dell'attività produttiva, rende difficilmente ipotizzabile un progressivo distacco dell'impianto e rafforza invece la necessità di investire sulla sua riconversione tecnologica.
Su questo aspetto interviene il sindaco di San Filippo del Mela, Gianni Pino, che torna a chiedere il rilancio del progetto di trasformazione della centrale in un impianto a ciclo combinato, autorizzato nel 2023 con il rilascio della revisione dell'autorizzazione integrata ambientale, ma successivamente accantonato.
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