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Dopo la sentenza che impone la chiusura dell'area a caldo entro 90 giorni, c'è un tavolo a Palazzo Chigi, Mantovano prende l'iniziativa e lancia sospetti sulla magistratura. Dall'incontro emerge solo un nuovo tavolo tecnico e la proclamazione di otto ore di sciopero. Nessuno sa davvero come evitare la fine della storica acciaieria di Taranto

E’ andato male, com’era facile prevedere, l’incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sulla ex-Ilva, dopo la sentenza di Milano che prescrive entro 90 giorni l’inevitabile chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto per i danni ambientali e sanitari generati dalla presenza di amianto. Una sentenza che sancisce di fatto la fine della fabbrica tarantina, vista la situazione catastrofica: già un altoforno è sotto sequestro dopo l’incendio del 2025, e come appare evidente in tre mesi non si potrà far nulla di quanto richiesto dalla magistratura per riaprire l’impianto.