I rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di proclamare 8 ore di sciopero e assemblee in tutti gli stabilimenti siderurgici del sistema industriale ex Ilva. Una presa di posizione che arriva dopo quasi cinque ore serratissime al tavolo di confronto, programmato da tempo con i vertici governativi a Palazzo Chigi. Presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, insieme al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone.
«Vogliamo un piano straordinario di sicurezza nazionale sulla situazione industriale, occupazionale e salariale», ha detto a margine del confronto il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Michele De Palma. «Il governo ci ha risposto aprendo a un confronto che durerà il mese di agosto, ma noi a quel tavolo ci staremo fino a che vedremo che ci sono le condizioni per raggiungere questo tipo di obiettivo».
De Palma, in mattinata, aveva definito l'incontro «cruciale» per tutelare i circa 20mila lavoratori diretti e indiretti che compongono il sistema Ilva in Italia: «Quello che rischia di consumarsi è un processo di deindustrializzazione che comincia con l'Ilva e rischia di travolgere tutto il nostro sistema industriale».












